Internet Kaffeee, 4 Chiacchiere con il Blogger Domenico Sergio Antonacci

interviste

Terzo appuntamento con le chiacchierate con gli esperti del settore, questa volta non ci allontaniamo troppo da casa essendo nostro ospite  Domenico Sergio Antonacci, blogger Garganico.

Social Media Manager dell’associazione Carpino Folk Festival e tra gli organizzatori del festival omonimo, Domenico Sergio racconta il territorio con passione e competenza, tra tradizioni, arte e natura senza paura di andare a toccare i nervi scoperti di questa “Amara Terra”.

Lo fa non solo attraverso il seguitissimo blog Amara Terra Mia e i suoi profili Social, ma anche attraverso le tante iniziative  sul territorio volte a far scoprire anche il Gargano più “nascosto”,  fatto di natura e storia, apparentemente lontano dal mondo del turismo balnerare e dai suoi clichè comunicativi, con uno stile originale ed appassionato tipico di chi il territorio lo ama e lo vuole difendere.

Quando hai iniziato con il tuo blog e perchè?

Ho iniziato nel 2010, quasi 7 anni fa ormai. E se ci penso sembra ieri: ricordo bene le ore passate a definire l’aspetto grafico e altri dettagli.
I contenuti li avevo già nella mia testa invece ed erano ciò che mi spinsero ad aprire il blog. Iniziavo a scrivere su Facebook dove ero già iscritto da qualche anno ma tutto era così volatile.
Decisi di dare un “luogo sicuro” ai pensieri che scaturivano dalle mie numerose ore di letture, ricerche, camminate, riflessioni.

Narrando il bellissimo territorio Garganico, ti occupi spesso di notizie di cronaca, mal costume etc. Quali sono secondo te i maggiori problemi del Gargano e cosa si potrebbe fare nel breve e nel concreto per stemperarli ?

Si, il nome del mio blog vuole proprio incarnare quel taglio. “Amara terra mia”, come la canzone di Modugno tratta e riadattata da un brano popolare abruzzese che poi continua con “amara e bella”.
Rispondere alla tua domanda in poche parole è troppo complesso e penso che i nostri problemi sono quelli comuni un po’ all’Italia in generale.
L’unica speranza alla quale si può puntare per il futuro sono le giovani generazioni quindi vedo, come azione “a breve termine”, l’attenzione maggiore ai percorsi di educazione nelle scuole.

Ultimamente anche gli enti pubblici del nostro Gargano si stanno approcciando alla comunicazione territoriale online. Che consigli ti senti di dare?

Qui iniziamo a toccare patate bollenti quindi cerco di rispondere in breve sperando di essere chiaro.
Per raccontare un territorio bisogna innanzitutto amarlo, poi rispettare la sua dignità e quella di chi ci vive; se si hanno questi requisiti si può accedere alla “conoscenza” del territorio tramite “lo studio”, sul campo e non solo. Ecco, adesso possiamo iniziare a parlare di comunicazione/marketing territoriale, il resto è aria fritta.

Una volta un funzionario mi confidò che a suo avviso le istituzioni pubbliche si stanno approcciando alla comunicazione per nascondere la svogliatezza nell’affrontare tematiche più complesse. Sei d’accordo con questo concetto?

Visto che stiamo parlando di Gargano restringo l’ambito del mio ragionamento alle “nostre” istituzioni.
Credo di leggere un altro messaggio in ciò che ti disse il funzionario e lo traduco a modo mio: “qualcuno” pensa che con un po’ di pubblicità e comunicati stampa si possano nascondere nullafacenza e schifose e continue azioni di clientelismo; e non penso sia solamente svogliatezza ma sopratutto inadeguatezza.
Comunque da qualche mese noto anche che a Bari diversi politici stanno diventando molto esperti di Facebook e Twitter scadendo, spesso, nel populismo più penoso. Il futuro non si costruisce con i “like”.

Che suggerimenti daresti a chi volesse intraprendere la carriera del “blogger del territorio” o ha iniziato da poco?

Dall’esperienza del mio piccolo blog posso dire che secondo me le chiavi sono la curiosità e la voglia di andare sempre oltre. Io ho capito solo dopo qualche anno, a posteriori, quale fosse la mia benzina…in fondo avevo solo 20 anni.
Sono elementi che o si hanno o no. Stop.

Quali sono i riferimenti culturali che più ti hanno influenzato professionalmente?

Preciso che quella di “blogger” non è una professione nel mio caso (magari!) ma che il blog mi ha fatto conoscere sul territorio creando, indirettamente, alcune opportunità professionali.
Per la mia vena critica ammiro molto Saviano tanto che in testa al blog c’è una sua frase (Più continuiamo a conoscere, più continuiamo a sentire queste storie come le nostre storie, più riusciremo a costruire un’ Italia diversa). Per il resto penso che ognuno di noi è il risultato di mille variabili che acquisiamo giorno dopo giorno da ciò che ci succede intorno.

Musica, la “Tarantella del Gargano”. A parte quella dei Cantori di Carpino, qual’è la versione più bella?

La domanda più leggera per finire, e ci sta.
La versione di Marco Beasley con L’Arpeggiata
Penso che Marco Beasley e Pino de Vittorio restino in assoluto irraggiungibili.

Grazie mille Domenico Sergio per aver arrichito questo salotto con le tue parole

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